Coronavirus | La quarantena di Florentina a Londra

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Oggi raccontiamo la storia di Florentina una ragazza siciliana che vive a Londra. Come lei stessa ci racconta le misure prese dal suo governo per fronteggiare l’emergenza sono arrivate troppo tardi. In questo periodo Florentina sente molto la lontananza dei suoi cari ma fa una scelta coraggiosa: non tornare a Palermo. Vediamo come lei stessa ci racconta quello che sta vivendo.

Dove ti trovi e perché sei lì?

Mi chiamo Florentina Spanò e vivo a Londra da circa 7 anni.
Sono venuta qui sia per motivi lavorativi sia per compiere un percorso personale di crescita interiore. 

Da quando è iniziato l’allarme per il Coronavirus?

L’allarme coronavirus è iniziato circa 3 settimane fa quindi solo a Marzo, cosa alquanto disastrosa dato che per un paese del genere mi aspettavo misure di sicurezze più appropriate ed efficienti. Lo stato, a mio avviso, si è più preoccupato di tutelare l’economia e non i suoi cittadini. Ad oggi, sul bollettino del governo, sono stati dichiarati circa 41.000 casi e 4000 morti, numeri che crescono inesorabili.

Quando è stato dato l’allarme molte persone sono andate nel panico assaltando i supermercati ed accaparrandosi beni di prima necessità. 

Come pensi abbia gestito l’emergenza l’Italia?

Sono molto fiera di come sta gestendo questa emergenza la mia nazione (l’Italia) cosa che mi sarei più aspettata dall’Inghilterra. 

Come vivi le giornate?

Le mie giornate sono diventate più lente ma vissute, do più importanza al cibo ed al risparmio.

Il posto dove lavoravo ha chiuso da un giorno all’altro a causa di questa emergenza ed ha mandando a tutti i dipendenti un email in cui ci rassicuravano sul fatto che saremo stati pagati ugualmente.

Quando ho ricevuto questa email ho avuto un momento di sconforto perché non ero certa che l’azienda avrebbe mantenuto la parola data e non è facile stare a casa senza un guadagno fisso, soprattutto se si vive da soli in una città costosa come Londra. 

Fortunatamente e ripeto per fortuna, il mio datore di lavoro ha mantenuto la parola data e mi verrà pagato l ‘80% dello stipendio.

La stessa fortuna però non l’hanno avuta alcuni miei amici che sono stati licenziati da un giorno all’altro, prima diminuendo le ore e poi licenziandoli definitivamente senza una motivazione chiara.

Cosa sta facendo lo stato per i suoi cittadini?

Lo stato ha creato una cosiddetta “cassa integrazione” chiamata Universal Credit per quelle persone che non vengono tutelate dalla compagnia stessa, come appunto i miei amici. La compilazione della domanda viene fatta online sul sito del governo ma non c’è garanzia che si venga pagati adesso.

Per tutelare le persone che vivono in affitto e che ancora non hanno ricevuto il denaro che gli spetta, il governo ha chiesto ai proprietari di casa di trovare un compromesso con l’affittuario bloccando o riducendo i canoni di affitto. Questa richiesta non è stata però ben recepita da molti proprietari che hanno iniziato a richiedere il canone mensile. Stiamo tutti vivendo un momento difficile ed anche i proprietari di casa hanno bisogno di liquidità, ma se ancora non abbiamo riscosso il denaro che ci spetta come possiamo pagarli?

Come vivi la lontananza dalla tua famiglia?

In questo periodo sarei potuta tornare a Palermo ma la ritengo una scelta sbagliata ed egoista, perché affrontando un viaggio di 8 ore (per via dei vari spostamenti) avrei potuto mettere a rischio la mia famiglia ed è per questo che, a volte, è meglio fare un passo indietro. Mi mancano molto mia madre e mia sorella e la cosa che mi preoccupa di più è che non so quando potrò rivederle e riabbracciarle. Penso che questa situazione sia solo all’inizio, non si riparte in un mese e soprattutto se la gente continua a essere testarda non andremo da nessuna parte.

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