Coronavirus, la quotidianità di Alexandro in Germania

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Alexandro è un ragazzo che terminati gli studi a Palermo ha raggiunto la sua famiglia in Germania. Nella provincia in cui si trova attualmente, essendo poco popolosa, si continua a lavorare e a condurre la vita di tutti i giorni mantenendo però le opportune distanze di sicurezza.  

Dove ti trovi in questo momento?

Germania, nel Brandenburg ma ufficialmente sono residente nel Baden-Württemberg

Da quanto tempo sei all’estero e perché sei/siete lì?

Sono qui da circa due anni e mezzo, sono venuto qui grazie alla mia famiglia che si era già trasferita prima di me e sono rimasto perché la Germania offre molte possibilità dal punto di vista lavorativo.

Da quando è iniziato l’allarme per il Coronavirus? Come siete stati informati?

Non esiste un momento preciso uguale per tutti, dato che la Germania è formata da stati federali, ogni regione è abbastanza autonoma e mentre nel Bayern hanno già dichiarato da tempo il cosiddetto “stato di catastrofe” e da poco anche la quarantena, qui nel Brandenburg la gente è solo stata invitata alla cautela, a rispettare la distanza di sicurezza e ad evitare assembramenti.
Le informazioni girano per i canali Mainstream e per i social.

Come vivi le giornate?

Ad oggi le mie giornate non sono quasi per nulla cambiate, continuo a lavorare ogni giorno a contatto con diversa gente proveniente da diverse parti d’Europa, ma da un momento all’altro ci aspettiamo la comunicazione di una quarantena nazionale. Non so ancora che effetti avrà questo sul mio lavoro.

Da quando avete preso le misure di sicurezza?

Io sto in una provincia del Brandenburg non molto popolata e neanche particolarmente colpita dal virus infatti ci sono circa 300 casi. Mi trovo però molto vicino a Berlino dove ce ne sono più di 1000, quindi si sta iniziando ad avere un po’ più di cautela.

Nei negozi si stanno iniziando a vedere le strisce per terra in prossimità delle casse per mantenere la distanza di sicurezza e le persone iniziano a distanziarsi le une dalle altre. Questo però non viene rispettato da tutti, ad esempio, oggi, sono andato a pranzo ed ho visto 3 anziani seduti al tavolo che parlavano tra di loro tranquillamente senza mantenere alcuna distanza di sicurezza.

Che ha fatto il governo per i suoi cittadini?

Si stanno attuando manovre economiche e finanziarie atte ad ammortizzare l’impatto della crisi imminente. Ma non sono abbastanza informato sui dettagli.

Vi sono stati dati dispositivi di sicurezza?

No

Come è organizzato il lavoro? Come affrontate le giornate lavorative?

Mi sveglio, vado a lavoro con la macchina anche se abito molto vicino all’ufficio, però prendo lo stesso la macchina perché poi devo riutilizzarla. Fino alle 10 meno un quarto lavoro al pc insieme ad un altro mio collega (in ufficio siamo solamente due perché un altro mio collega ha iniziato a lavorare da casa).

L’azienda per cui lavoro si occupa di costruire le infrastrutture per la fibra ottica in tutta la provincia, per cui, verso le 10 meno un quarto, esco e vado a fare il giro dei cantieri aperti effettuando misurazioni con il GPS e assicurandomi che il lavoro sia fatto bene. Vado poi in pausa pranzo e torno nuovamente in ufficio, faccio un altro giro dei cantieri, rientro in ufficio ed alle 16 e 30 termino il mio turno di lavoro.
Nei cantieri si scherza ancora sul coronavirus, e non c’è una vera differenza tra prima e dopo.

Quanti contagi attualmente ci sono dove ti trovi tu?

Circa 20000 contagi in tutta la Germania, di cui più di 1000 nel Brandenburg e più di 3600 nel Baden-Württemberg.

La gente del luogo che atteggiamento ha nei confronti del problema? E verso gli italiani?

Anche in questo caso varia da regione a regione, ma la differenza si fa sempre più sottile e nelle ultime ore, anche nelle regioni meno colpite, si vedono molte meno persone per strada e decisamente molta meno carta igienica nei supermercati…
Sono l’unico italiano che conosco qui e le persone con cui lavoro non hanno cambiato il loro atteggiamento nei miei confronti. Potrei dire lo stesso per la mia famiglia che vive nel sud della Germania.

Cosa intendi fare nei prossimi mesi?

Continuerò a lavorare qui fino a quando mi sarà permesso, non appena non sarà più possibile tornerò a casa nel Baden-Württemberg e cercherò di lavorare da lì.

Ti senti sicuro dove ti trovi?

Relativamente sì, ma non per il luogo in cui mi trovo, che sta gestendo la crisi a mio avviso con molto ritardo e in maniera frammentaria, ma perché sono giovane, in salute e non ho parenti o amici anziani o con patologie.

Vorresti tornare in Italia?

No

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