Coronavirus | lavoratore siciliano trasferito a Barcellona

a Barcellona
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Mirko, ingegnere siciliano trasferitosi a Barcellona per lavoro ci racconta la sua traquilla quarantena in Spagna.

  • Dove ti trovi in questo momento? 

Casa sul divano.. Ok, seriamente vivo a Barcellona, Catalogna in Spagna. 

  • Da quanto tempo sei all’esterno e perché sei lì? 

Vivo qui da 4 anni per lavoro. 

Da quando è iniziato l’allarme per il Coronavirus? Come siete stati informati? Da quando avete preso le misure di sicurezza? 

Ero già informato della situazione attraverso le notizie sulla situazione in Italia. Qui invece, si può dire che l’allarme è cominciato intorno ai primi di marzo, infatti all’ufficio dove lavoro già dal primo marzo ci hanno annullato tutti i viaggi lavorativi.

In seguito, dal 6 marzo hanno cominciato a chiudere le scuole. Infine, hanno forzato tutto il 16 marzo e da quella data anche in ufficio hanno dichiarato che era vietato andare e che dovevamo lavorare da casa. 

  • Come vivi le giornate? 

Dal lunedì al venerdì lavoro regolarmente da casa, non in ufficio, e non risulta per niente un problema. Essendo tutto bloccato non si può uscire, praticamente è come in Italia: puoi solo andare a fare acquisti di prima necessità, per i quali serve avere lo scontrino per comprovarlo, e in più girano pattuglie per le strade incaricate di controllare che vengano rispettate le ordinanze. 

Che ha fatto il governo per i suoi cittadini?  

Il governo ha chiuso le scuole e gli uffici e ha dichiarato lo stato di emergenza. Ci sono stati molti licenziamenti temporali e lo Stato, per esempio, in quei casi paga il 70% dello stipendio. In più, gli ospedali privati sono stati “sequestrati” e utilizzati per la  pubblica utenza; si è imposta una riduzione dei voli al 50%. Tutto molto simile all’Italia insomma. 

  • Vi sono stati dati dispositivi di sicurezza? 

Inizialmente nessuno, ma da giorno 14 aprile le farmacie distribuiscono mascherine gratuitamente a chiunque mostri la tessera sanitaria.

  • Quanti contagi attualmente ci sono dove ti trovi tu? 

Mi pare che in tutta la Spagna siano più di 182 mila e in Catalogna 37 mila casi circa. 

  • La gente del luogo che atteggiamento ha nei confronti del problema? E verso gli italiani? 

Personalmente non ho avuto esperienze particolari. Stando a casa non saprei cosa fa l’altra gente, comunque penso che rispetti le ordinanze.  

  • Cosa intendi fare nei prossimi mesi?  

Quello che sto facendo attualmente cioè stare a casa, lavorare, rispettare le ordinanze. 

  • Ti senti sicuro dove ti trovi? 

Sì, mi sento al sicuro qui a Barcellona.

  • Vorresti tornare in Italia? 

Non al momento. Magari vorrei poter tornare per le vacanze, se sarà possibile durante i mesi estivi.

Continuate a leggere altre interviste nella nostra sezione dedicata!

Fonte foto: Spagna.info

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Giulia Chiappisi

Ingegnere Edile-Architetto by day, faccio cose e vedo gente (per ora solo in video chiamata) by night.

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