Coronavirus | Siciliana a Bruxelles

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Irene, siciliana a Bruxelles, ci delinea la situazione che sta vivendo all’estero e di come sia diversa la quarantena Belga rispetto qui in Italia.

  • Dove ti trovi in questo momento?

Mi trovo a Bruxelles. 

  • Da quanto tempo sei all’estero e perché sei lì? 

Vivo all’estero da tre anni e in Belgio da uno. Mi sono trasferita principalmente per trovare lavoro.

Da quando è iniziato l’allarme per il Coronavirus? Come siete stati informati?

Personalmente, l’allarme del coronavirus è per me iniziato a fine Gennaio quando hanno dato comunicazione dei primissimi casi in Italia. Qui in Belgio però la gente ha cominciato a prendere consapevolezza della gravità della situazione solo da metà Marzo. 

  • Come vivi le giornate?  

Siamo in quarantena pure qui a Bruxelles da circa quattro settimane, per cui lavoro da casa, cerco di continuare a fare un po’ di attività fisica tramite lezioni online, ed esco di casa solo per andare a fare la spesa e brevi passeggiate (che qui, almeno fino ad ora, sono ancora consentite). 

Da quando avete preso le misure di sicurezza? 

Le prime misure di sicurezza sono state prese Giovedì 12 Marzo, giorno in cui il governo ha decretato la chiusura di tutte le scuole, università, palestre, bar, ristoranti, e vietato ogni tipo di evento sportivo, sociale e culturale. Qualche giorno dopo ha poi inasprito ancora di più le misure decretando la chiusura di tutti gli esercizi commerciali, ad eccezione di supermercati, farmacie, banche e poste, ed incoraggiando tutti gli uffici ad adottare il cosiddetto smart working. 

  • Che ha fatto il governo per i suoi cittadini?  

Oltre alle misure di sicurezza sopra citate ha organizzato attività pubblicitarie di diverso tipo al fine di sensibilizzare la popolazione. 

  • Vi sono stati dati dispositivi di sicurezza? 

No, non ci è stato dato nessun dispositivo di sicurezza. Ognuno si è attrezzato da sé, comprando disinfettanti vari, guanti e mascherine. 

  • Quanti contagi attualmente ci sono dove ti trovi tu? 

Ad oggi, 28 mila casi circa. 

La gente del luogo che atteggiamento ha nei confronti del problema?  

All’inizio dell’emergenza avevo l’impressione che gran parte della popolazione non avesse ancora piena consapevolezza dell’entità e della gravità del fenomeno. Negli ultimi giorni però, con l’aumentare del numero dei contagi, ho notato che anche qui la paura ha iniziato a prendere il sopravvento. In ogni caso, una parte della popolazione continua ad avere un atteggiamento non molto responsabile rispetto la situazione in generale, in quanto ci sono ancora tantissime persone che durante la giornata stanno fuori, i parchi sono pienissimi di persone quando c’è il sole,di queste pochissime portano la mascherina e in pochi rispettano gli ordini in merito alle distanze di sicurezza.

  • Cosa intendi fare nei prossimi mesi? 

Al momento intendo rimanere qui e vedere come si evolverà la situazione in tutta Europa nelle prossime settimane, anche perchè tornare in Italia in questo momento significherebbe dovere rimanere in isolamento per almeno quindici giorni con poi il timore di non potere più tornare in Belgio, considerato che i confini sono chiusi e non si sa quando riapriranno.

  • Ti senti sicuro dove ti trovi? 

Al momento mi sento abbastanza al sicuro anche perché il numero dei contagi non è ancora troppo degenerato e il sistema sanitario Belga tutto sommato funziona bene.

  • Vorresti tornare in Italia? 

Come scritto in precedenza, al momento vedo molto difficile poter tornare in Italia. Potrei rappresentare un eventuale pericolo per i miei cari, in Belgio momentaneamente la situazione è più “rilassata”, e il sistema sanitario italiano è già fin troppo sovraccaricato. 

Se ti è piaciuta questa lettura, vai a esplorare la nostra sezione interviste!

Fonte foto: Il Giornale

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Giulia Chiappisi

Ingegnere Edile-Architetto by day, faccio cose e vedo gente (per ora solo in video chiamata) by night.

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