Cristina e Paola | SiciliaLovers ai tempi del Coronavirus

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Cristina e Paola sono due sorelle che abitano in Lombardia da quando sono nate. Le abitudini, la vita e il lavoro non hanno mai attenuato il loro amore per la Sicilia. SiciliaLovers ai tempi del Coronavirus: sarebbe bello rifugiarsi nel posto che più si ama.

Due sorelle, Cristina e Paola, raccontano la loro quotidianità in Lombardia, SiciliaLovers ai tempi del Coronavirus. Di seguito l’intervista

  • Dove vi trovate in questo momento?

Ci troviamo a Olginate, Lecco, Lombardia.

  • Da quanto tempo siete al NORD e perché siete lì?

Al Nord da una vita, tranne quando veniamo in Sicilia per la stagione estiva, a Motta D’Affermo, in Sicilia. Siamo qui da quando siamo nate.

  • Da quando è iniziato l’allarme per il Coronavirus? Come siete stati informati?

L’allarme per il Coronavirus è iniziato il 23 febbraio 2020, informati tramite telegiornale e social.

  • Come vivete le giornate?

Le giornate le viviamo abitualmente svolgendo le tipiche cose che si fanno tutti i giorni, solo che le facciamo a casa. Ci alziamo, ci laviamo, Cri si arrabbia perché il la sveglio – dice Paola – balliamo, cantiamo, mangiamo, ingrassiamo – ride – Cristina lavora e invece io sono in Cassa Integrazione . Insomma, facciamo tutto ma NON USCIAMO, RESTIAMO A CASA, al massimo andiamo in giardino, nel nostro giardino privato.

  • Da quando avete preso le misure di sicurezza?

Inizialmente andavamo a lavoro. Oltre al pulire più del normale non facevamo altro. Non appena sono uscite le prime ordinanze più restrittive abbiamo iniziato a capire che la situazione era più grave di quanto non sembrasse già, tenevamo un po’ più di spazi liberi. Dice paola – io essendo parrucchiera ricevevo due persone alla volta, mantenendo un metro di distanza dal viso per quanto si potesse, disinfettando tutto nel passaggio da una cliente all’altra. Da più di 15 giorni sono a casa, Cri da una settimana lavora in Smart Working.

  • Che ha fatto il governo per i suoi cittadini?

Noi abbiamo il nostro presidente della Lombardia, Fontana, di cui ci fidiamo molto. Un applauso ai commercianti che hanno chiuso prima del decreto di Conte. Lo stesso ha fatto Fontana presentando il decreto che sanciva la chiusura di tutte le attività non fondamentali battendo Conte sul tempo.

  • Vi sono stati dati dispositivi di sicurezza?

No

  • Come è organizzato il lavoro? Come affrontate le giornate lavorative?

Cristina lavora in Smart Working. Nostro fratello più piccolo andando ancora a scuola procede la sua attività facendo video lezioni. Paola non fa nulla, in Cassa Integrazione come detto prima essendo il suo lavoro manuale e prevedendo uno stretto contatto con i clienti.

  • La gente del luogo che atteggiamento ha nei confronti del problema?

Inizialmente avevamo preso tutto un po’ alla leggera, sia noi che i nostri concittadini, prendendo la situazione sottogamba. Poi ci siamo accorti della gravità della situazione e abbiamo seguito le regole del decreto. C’è chi ancora però le restrizioni non le ha adottate per come deve, gente che ancora purtroppo lavora perché le restrizioni non toccano il loro operato e chi non può non sottrarsi al loro lavoro come infermieri, medici e tutto il personale sanitario a cui va il nostro lungo applauso.

Paradossalmente gli anziani sono quelli che hanno meno paura rispetto ai giovani e che ancora escono.

  • Cosa intendete fare nei prossimi mesi?

Intendiamo fare le brave, avendo dei viaggi in programma spero vada tutto a buon fine, – dice Paola – spero che tutto si sistemi anche per tutte le persone malate e che il numero degli ammalati decresca vertiginosamente e in fretta. In futuro speriamo di tornare alla vita di prima e speriamo che la gente abbia capito un po’ di più i valori della vita e tenga in considerazione che anche le cose piccole contribuiscono alla felicità: la vera ricchezza è l’amore.

  • Vi sentite sicure dove vi trovate?

Sì, in casa stiamo tutti bene. Nessuno è contagiato per quello che ne sappiamo noi quindi sì, noi siamo fortunate.

Foto Fonte

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Flavia Barbera

Nata e cresciuta a Palermo ho avuto l’opportunità di scoprire e conoscere una città piena di storia dell’architettura e influenze di popoli diversi che hanno avuto una grande influenza su di me.

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