Gli effetti del Coronavirus e gli impatti ambientali

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Gli effetti del Coronavirus e gli impatti ambientali.
La veicolazione delle notizie favorita dallo sviluppo tecnologico è una delle caratteristiche più importanti di questo secolo. Con l’avvento del Coronavirus e di tutti i suoi aspetti negativi si riesce, grazie alla propagazione delle informazioni, a scrutare una piccola luce piena di aspetti positivi , una luce che, fortunatamente o sfortunatamente non potrà continuare a splendere quando tutto tornerà alla normalità.

Le notizie negative riguardo i contagi, i morti, l’arresto dell’economia, la quarantena e la paura di uscire di casa non vengono mai a mancare. Ma non possiamo fermarci solo ad una faccia della medaglia. Questa pandemia ha veicolato anche delle notizie positive. In questi ultimi mesi, la relativa mancanza dell’uomo e del suo impatto antropico, ha permesso alla natura di poter esprimere il suo potenziale. Dimostrando ancora una volta la sua superiorità e la capacità di riprendersi ciò che le è stato ‘’sottratto’’.

INQUINAMENTO ATMOSFERICO E CO2

Il primo e più evidente beneficio che è facile scrutare sui telegiornali, riviste e social è l’enorme riduzione delle emissioni di anidride carbonica (CO2). Questo prodotto derivante da vari processi tra cui le combustioni industriali, è un fattore determinante del riscaldamento globale, e quindi anche dello scioglimento dei ghiacciai. L’aumento della CO2 oltre al ‘’global warming’’ prende parte nella riduzione dell’effetto protettivo che l’ozono esercita nei nostri confronti a sfavore dei raggi UV che, senza questa ‘’barriera’’, penetrerebbero direttamente nella nostra atmosfera, aumentando il rischio di varie patologie tra cui cancro, riduzione delle difese immunitarie e patologie oculari come la catarratta.

Non è da sottovalutare nemmeno la beneficiosa riduzione del biossido di azoto (NO2) e del particolato sottile PM2,5 (possibile veicolante del Coronavirus al nord Italia) i quali, nel centro Europa, fanno parte dei maggiori inquinanti a livello atmosferico e, come comunicato anche dall’Agenzia europea per l’ambiente, sono causa soprattutto nel nord Italia di circa 80.000 morti premature annue.

Le riduzioni di questi agenti inquinanti in Europa possono essere apprezzate dalle immagini satellitari dell’European Space Agency (ESA).

Le emissioni non si sono ridotte solo in Europa ma anche nel resto del mondo, come potete notare nell’immagine riguardante la Cina.

Possiamo assistere ad un uso ridotto di ogni mezzo di trasporto, ad una diminuizione del consumo mondiale di petrolio, delle produzioni industriali e, quindi, inevitabilmente ad una riduzione dell’inquinamento.

Oltre all’atmosfera, anche gli ambienti urbanizzati e le acque terrestri ne risentono notevolmente, e gli effetti vengono resi ancor più visibili vicino ai centri abitati. La natura risente una minore oppressione antropica ed esprime se stessa con le capre in Galles, i cervi in Sri Lanka, le scimmie in Nepal, i delfini in Francia, l’esplosione di uccelli in Spagna ed in Italia.

MARI E TERRAFERMA

SAMPIETRINI A PIAZZA NAVONA, ROMA.

Possiamo notare che a Torino, le acque del Po’ come le acque dei canali a Venezia, solitamente torbide ed inquinate appaiono oggi limpide e pulite.
A Cagliari, data l’assenza di navi, di barche e di altri veicoli marittimi rumorosi sono stati avvistati dei delfini vicino il porto, che si sono persino avvicinati amichevolmente.

A Milano, approfittando della tranquillità della città, vi sono state varie segnalazioni riguardanti la presenza di cigni (ospiti ricorrenti) nel canale del naviglio grande, di fenicotteri nei cieli, cicogne, nutrie, papere ed anche scoiattoli e volpi in luoghi ad oggi inusuali per gli stessi.

Tra queste specie che possono godere della ‘’libertà’’ esiste una specie, che nonostante le restrizioni continua a causare più inquinamento di tutte le altre, e guarda caso si ritorna a parlare sempre di noi.

Il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, pochi giorni dopo l’uscita dalla fase 1 (4 maggio 2020) ha denunciato e pubblicato una foto su Facebook che ritrae nei pressi del Litorale Domitio a Varcaturo (Napoli) il canale di Agnena, contaminato da sversamenti di liquami industriali probabilmente illeciti, accompagnati da una puzza nauseabonda riscontrabile anche a centinaia di metri di distanza. Sono stati allertati da parte del Ministero dell’Ambiente vari enti tra cui Autorità di bacino, ARPAC, Polizie municipali.

Queste sconvolgenti azioni inquinanti non risiedono solo nei mari. Ne abbiamo anche sulla terraferma, basta uscire di casa e notare l’inciviltà che ci circonda con le strade tappezzate di guanti e mascherine. Da una riduzione dell’inquinamento si passa subito all’ignoranza di una specie egoista, che continua a comportarsi in maniera scorretta ed irrispettosa verso il mondo che lo circonda, dimenticando che stiamo parlando proprio della nostra e della futura casa dei nostri figli.

Se da un lato ci sono degli aspetti positivi, dall’altro c’è sempre il peggior nemico del Pianeta Terra: l’ignoranza e la noncuranza dell’uomo.

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