Pietro a Dublino | La quotidianità ai tempi del CoVid-19

Condividi:

Pietro affronta la nuova quotidianità a Dublino, dove lavora, ai tempi del Coronavirus. Lì si sente sicuro, al momento nessun caso nella sua città. Lontano da casa e dagli affetti attende momenti più favorevoli giorno per giorno.

A seguire l’intervista che fa comprendere come si affronta la nuova quotidianità a Dublino, Irlanda, ai tempi del coronavirus.

  • Dove ti trovi in questo momento?

Dublino.

  • Da quanto tempo sei all’estero e perché sei lì?

8 anni, per accumulare esperienza lavorativa.

  • Da quando è iniziato l’allarme per il Coronavirus? Come siete stati informati?

Quando l’allarme era circoscritto nel focolaio asiatico, solamente tramite social. Dopo la diffusione nel Nord Italia, anche tramite le conversazioni con amici e parenti e news italiane. Ora da qualsiasi fonte di informazione globale.

  • Come vivi le giornate?

In auto-quarantena, giornalmente mi concedo 15/20 minuti per comprare qualcosa e sbrigare varie faccende.

  • Da quando avete preso le misure di sicurezza?

La comunità della città dove vivo, da circa una settimana, io da qualche giorno prima.

  • Che ha fatto il governo per i suoi cittadini?

Fino a questo preciso momento solo advertising.

  • Vi sono stati dati dispositivi di sicurezza?

No.

  • Come è organizzata l’università/lavoro? Come affrontate le lezioni universitarie/le giornate lavorative?

Non lavoro da una settimana, non saprei cos’altro aggiungere. Le restrizioni nel mio settore sono arrivate tardi a mio parere.

  • Quanti contagi attualmente ci sono dove ti trovi tu?

Non posso esserne certo ma credo che nessuno lo sia.

  • La gente del luogo che atteggiamento ha nei confronti del problema? E verso gli italiani?

Presa coscienza comune e giusti atteggiamenti nei confronti del problema. Ho sentito però episodi razzisti ai danni di alcuni italiani.

  • Cosa intendi fare nei prossimi mesi?

Non penso sia possibile rispondere in maniera razionale alla domanda, data l’irrazionalità della situazione nella quale tergiversiamo. Credo sia giusto aspettare l’evoluzione della vicenda giornalmente.

  • Ti senti sicuro dove ti trovi?

Abbastanza, ma non per ragioni geografiche.

  • Vorresti tornare in Italia?

La voglia di tornare in Italia c’è e ci sarà sempre, ma non in questo momento.

 

Fonte Foto

 

Rimani aggiornato con tutte le testimonianze dal mondo, per leggere altre interviste clicca qui !

Condividi:

Flavia Barbera

Nata e cresciuta a Palermo ho avuto l’opportunità di scoprire e conoscere una città piena di storia dell’architettura e influenze di popoli diversi che hanno avuto una grande influenza su di me.

Potrebbero interessarti anche...