Coronavirus | la quotidianità di un militare

Fonte:http://www.triesteprima.it/cronaca/64-anni-trieste-italia-alzabandiera-unita-26-ottobre-2018.html
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Ecco come è cambiata la quotidianità di un militare. Un esponente delle forze dell’ordine lavora durante la quarantena. Un controsenso sì, ma condizione inevitabile per loro.

Lui è un militare in Friuli Venezia Giulia, la sua quotidianità non è cambiata molto, se non per rispettare alcune nuove direttive date del Governo, ormai note a tutti. Per questo sono state eliminate le attività per le quali è previsto un contatto fisico e la cerimonia dell’Alza bandiera del mattino.

Cerimonia dell’Alza bandiera
Fonte: http://www.triesteprima.it/cronaca/64-anni-trieste-italia-alzabandiera-unita-26-ottobre-2018.html

Leggi l’intervista che segue per addentrarti nella sua quotidianità.

  1. Dove ti trovi in questo momento?

A Trieste, in Friuli Venezia Giulia.

  • Da quanto tempo sei al NORD e perché sei lì?

Da un anno circa. Mi trovo qui per lavoro.

  • Da quando è iniziato l’allarme per il Coronavirus? Come siete stati informati?

Siamo stati informati un paio di settimane fa, grazie ai telegiornali.

  • Come vivi le giornate?

Lavoro in caserma e nonostante l’emergenza si continua a lavorare.

  • Da quando avete preso le misure di sicurezza?

Sin da subito. Ci hanno immediatamente comunicato di mantenere le distanze minime di sicurezza e di evitare assembramenti, anche all’interno della caserma stessa.

  • Che ha fatto il governo per i suoi cittadini?

Il Governo ha attuato le misure di sicurezza adeguate, anche se probabilmente in ritardo rispetto a quando è scoppiata l’emergenza. 

Nonostante sia stato il primo Paese europeo ad essere colpito in tutta Europa, credo che abbia attuato le misure di sicurezza in ritardo rispetto all’inizio dei contagi.

  • Vi sono stati dati dispositivi di sicurezza?

Si, ci sono state fornite delle mascherine chirurgiche da utilizzare ogni giorno, mentre le mascherine più adeguate a questo tipo di emergenza ci sono state fornite specificando di usarle con grande parsimonia.

  • Come è organizzata il lavoro? Come affrontate le giornate lavorative?

Le giornate lavorative si svolgono normalmente, evitando però tutte le attività che prevedono possibili assembramenti di persone. 
Facendo un paio di esempi sono state eliminate le attività quali la cerimonia dell’Alza bandiera del mattino, combattimenti e addestramenti che prevedono il contatto fisico.

  • La gente del luogo che atteggiamento ha nei confronti del problema?

La gente del luogo si comporta davvero bene. Quasi tutti restano a casa seguendo le direttive del Governo, mentre davvero poca gente ormai esce di casa. C’è stata un’ottima risposta da parte della popolazione.

  • Cosa intendi fare nei prossimi mesi?

Intendo continuare a lavorare, rispettare le direttive del Governo e tornare, non appena sarà possibile, dalla mia famiglia in Sicilia.

  • Ti senti sicuro dove ti trovi?

Secondo il mio parere al momento nessuno si può sentire al sicuro. Sarebbe utile, forse la cosa più logica, fare il tampone a chiunque, che certamente per fattori economici non è possibile fare.
Ritengo che per restare al sicuro bisognerebbe rimanere davvero chiusi a casa, dato che fin quando si continuerà a lavorare e stare a contatto con la gente, al sicuro non potrà sentirsi nessuno.

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Flavia Barbera

Nata e cresciuta a Palermo ho avuto l’opportunità di scoprire e conoscere una città piena di storia dell’architettura e influenze di popoli diversi che hanno avuto una grande influenza su di me.

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