SicilyTrip – Palermo e il Festino di Santa Rosalia

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Oggi è il 16 Luglio e due giorni fa, nella mia Città si è tenuta la festa più importante dei 365 giorni: il Festino di Santa Rosalia, Patrona della Città di Palermo. Bene, oggi il SicilyTrip vi porterà lì.

La storia del Festino

Chiamato in dialetto “U fistìnu”, si tratta del tradizionale Corteo storico, in un mix di folklore e religione che trova il suo culmine nei tradizionali fuochi d’artificio che illuminano a giorno il foro Umberto I fino alla Cala apparentemente, ma da ogni parte della città è possibile ascoltarli e, se si è molto fortunati, vederli. 

E’ un evento che attira in città decine di migliaia di turisti e che celebra la liberazione della città dalla peste del 1624, in seguito al ritrovamento delle reliquie della Santuzza sul Monte Pellegrino. Il primo festino, voluto dal Cardinale Giannettino Doria nel 1625, ha mantenuto inalterato tutto il suo fascino e la sua tradizione fino ai giorni nostri. 

La notte tra il 14 e il 15 luglio migliaia di palermitani accompagnano la lunga marcia del Carro della Santuzza, e si muoverà dalla Cattedrale e al Foro Italico, passando prima per piazza Bologni, Quattro Canti e Porta Felice, porta e l’ingresso dal lato mare al quartiere Cassaro tra musica, spettacoli, canti e acrobazie. 

Le tradizioni culinarie 

Durante le celebrazioni si consumano pietanze che fanno parte della tradizione popolare palermitana: la Pasta con le sarde (la pasta chî sardi), i babbaluci (lumache bollite con aglio e prezzemolo), lo sfincione (‘u sfinciuni), il polpo bollito ( ‘u purpu), calia e simenza ( ‘u scacciu), la pannocchia bollita (pullanca), l’Anguria (detto ‘u muluni), ma anche gran parte dei piatti tipici dello street food palermitano. 

Santa Rosalia

Santa Rosalia o Rosalia Sinibaldi (1130), secondo la tradizione, appartenne alla nobile famiglia dei Sinibaldi e vergine palermitana del XII secolo, figlia di Sinibaldo, signore di Quisquina e di Rose in provincia d’Agrigento, allora Girgenti.

Visse alla corte di re Ruggero prima di ritirarsi come Eremita in una grotta sul monte Pellegrino, dove morì nel 1156.
Nel 1624 salvò la città dalla peste e ne divenne la patrona, spodestando santa Cristina, santa Oliva, santa Ninfa e sant’Agata.

Secondo la leggenda apparve infatti in sogno ad un cacciatore indicandogli dove avrebbe potuto trovare i suoi resti, che portati in processione in città fermarono l’epidemia.

Quanto dura il Festino?

U Fistinu, che inizia il 10 di Luglio e si protrae per cinque giorni, oggi i primi tre giorni della festa sono un prepararsi al grande corteo del giorno 14 che precede la sfilata del Carro trionfale e che si conclude alla marina con il celebre spettacolo dei giochi di artificio.

Il festino termina giorno 15 con la solenne processione delle reliquie della Santa, contenute all’interno dell’Urna argentea, tra due ali di folla che l’accompagnano lungo la sfilata per le vie della città insieme a tutte le congregazioni religiose.

Cosa si può fare

Il palermitano medio, in questi giorni di festa, oltre a dedicarsi al culto religioso, culinario e folkloristico ama godersi questi giorni di festa, ma anche di “vacanza”, soprattutto se coincidono con il fine settimana, andando a mare.

Tantissime sono le spiagge meravigliose della Provincia di Palermo in cui godersi delle bellissime giornate all’insegna del relax assoluto e del cibo:

  • Mondello,
  • Capo Gallo,
  • Addaura,
  • Isola delle Femmine,
  • KafaraSant’Elia (di sabbia finissima), Porticello (di ciottoli) o la spiaggia dell’Aciddara (la più lontana dal centro cittadino),
  • Baia dei Francesi (Bagheria).
  • Lascari e Cefalù,
  • Balestrate,
  • Ficarazzi,
  • Pollina,
  • Santa Flavia,
  • Terrasini,
  • Trappeto.
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Luisa Lombardo

Sono un ingegnere: raggiungo i miei traguardi senza fretta, ma senza sosta!

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